La Consulta Musicale di Lecco

"Santa Cecilia con angeli musicanti" Casimiro Radice 1894 - Malgrate, Chiesa parrocchiale di San Leonardo

Nata il 7 novembre 1977, la Consulta Musicale di Lecco APS è un’associazione di promozione sociale di secondo livello composta da associazioni culturali di tipo musicale. I gruppi che la formano hanno sede sul territorio del Comune di Lecco e garantiscono annualmente, in un programma che si definisce ogni anno, generalmente nel mese di gennaio, un determinato numero di esibizioni, concerti o attività utili alla promozione, diffusione e tutela dell’attività musicale senza scopo di lucro.

Si tratta di un organismo di rete che permette agli associati di progettare eventi o dare vita a laboratori, supportati nella comunicazione e nella realizzazione dei loro obiettivi, per arricchire il programma musicale del territorio, creare aggregazione tra le persone, stimolare l’interesse verso la coralità e la strumentazione, incentivare i giovani a partecipare alla vita associativa.

L’associazione ha lo scopo di diffondere nella Città di Lecco e nel territorio, in ogni ambito sociale, la cultura musicale, quale prezioso patrimonio in possesso di ogni singolo gruppo associato, acquisita attraverso lunga e consolidata esperienza. Nell’adempiere a ciò, la Consulta Musicale, promuove a tutti i livelli, l’interesse e la passione per l’arte musicale.

Dal 2021 la Consulta Musicale è iscritta nel Registro Provinciale delle Associazioni, nel repertorio delle Associazioni del Comune di Lecco, è membro della Commissione Comunale per le Pari Opportunità e gode dell’uso del Marchio Unico Lago di Como per l’interesse culturale delle proprie manifestazioni, anche a scopo turistico.

Da gennaio 2022 la Consulta Musicale è un’APS di secondo livello e dal 2023 è ente del Terzo Settore collocata nel registro nazionale (R.U.N.T.S.).

L'EDITORIALE

Presidente

di Michele Casadio

Fino al cuore della gente

In questi ultimi anni di mandato ho potuto toccare con mano l’idea condivisa di una Consulta utile alla valorizzazione del tessuto musicale della Città puntando all’innovazione delle idee e alla tutela della tradizione. Arrivare al pubblico di oggi non è semplice ed è quindi indispensabile alimentare la passione, creare collaborazioni, ideare progetti in grado di toccare nuovi repertori e soprattutto fare rete sul territorio, unendo sinergicamente le competenze e le capacità di ogni collaboratore ed ente attorno a noi. Solo in questo modo, nell’apertura e nella predisposizione ad incontrare le nuove generazioni, favoriremo la continua utilità del linguaggio musicale per nutrire la società. Grazie al lavoro di squadra e ad una differente considerazione delle risorse abbiamo potuto sostenere e patrocinare concerti e laboratori sia corali che strumentali, permettendo agli associati di far crescere un senso di appartenenza alla Consulta che fosse sempre più motivato. Dati concreti di grande capacità progettuale ed originalità espressiva, che ci portano ad essere sempre più propositivi, presenti sul territorio e lungimiranti, per far si che la nostra associazione possa proporre eventi sempre nuovi e ricchi di stimoli per una crescita qualitativa delle proposte musicali lecchesi. Un pensiero che continua da sempre, e ci accompagna in ogni giorno del nostro lavoro, è quello legato alle generazioni di maestri e autori della nostra Città che hanno lasciato un grande repertorio di opere di grandissimo valore da tutelare e diffondere. Non da ultimo, compito di una Consulta, è anche di valorizzare ciò che i nuovi autori e i giovani direttori stanno componendo, sostenere i loro progetti, supportarli nel raggiungimento dei loro obiettivi, affinché siano sempre vicini alle linee guida direzionali della nostra associazione, contribuendo col loro sguardo giovane e libero. Le mani dei nostri direttori, indistintamente, possano indicarci quindi come attraverso la musica, possiamo ancora, nel 2024, giocare la nostra grande partita culturale e arrivare con le note a toccare il cuore dei cittadini. Ringrazio infine il Consiglio Direttivo della Consulta che quotidianamente cerca sempre e trova il tempo e il modo migliore per concretizzare ciò che, coralmente, pensiamo in tutta sincerità, sia il meglio per la nostra realtà associativa.

Gesti semplici, come respirare

Fumagalli Marta

di Marta Fumagalli

Essere professionisti della musica, oggi, è spesso faticoso, a tratti – in tutta onestà – perfino frustrante. Il rigido inverno culturale in cui siamo immersi sempre più spesso sottrae risorse, mezzi, tempo, spazi, senso e prospettive all’arte, portatrice sana di una colpa imperdonabile: quella di essere un bene immateriale, perciò – per sua stessa natura – antieconomico. Di scarsa o nessuna importanza il suo inestimabile valore catartico e aggregativo a beneficio di una collettività ormai in dismissione, sempre più incapace di coltivare umanità e autentiche relazioni. Esistono rosee eccezioni, per nostra fortuna. Il florido mondo associativo che gravita intorno all’ambito artistico – culturale, nello specifico quello musicale, è infatti la dimostrazione di quanto questo naturale anelito al trascendente sia ancora vivo e percepito come necessario e salvifico. È proprio in questa prospettiva di ‘Altrove’, credo, che si debba re-interpretare anche il ruolo giocato dal musicista professionista che offre le sue competenze e la sua esperienza a favore di un gruppo amatoriale o semi-professionale. Mi capita spesso di essere contattata, in veste di cantante e/o di vocal coach, da associazioni del territorio, e ogni volta, senza che nemmeno me ne accorga, grazie a queste collaborazioni (poco importa se prolungate o fugaci) ritrovo il senso del mio fare musica, la mia essenza. So di essere una privilegiata, perché la voce è un veicolo potentissimo: in quanto ‘esito’ sonoro di uno strumento interno, invisibile agli occhi, essa è intimamente connessa e soggetta non solo alla fisiologia corporea, ma anche – soprattutto? – alla sfera psico-emotiva. Lavorare sulla propria voce e su quella altrui, dunque, è un delicato esercizio di rispetto, di accoglienza e di ascolto. Sono sempre gesti semplici, quelli con cui l’arte si prende cura dell’umanità.

Le nostre attività

CONCERTI

I concerti e i progetti della Consulta Musicale realizzati con la collaborazione dei vari associati vertono alla diffusione e alla valorizzazione dei repertori di ogni gruppo e identificano, promuovendone l'attività, le originalità, le caratteristiche e le innovazioni messe in campo per diffondere il valore musicale anche attraverso l'esibizione di più Soci insieme.

DIDATTICA

L'attività della Consulta Musicale abbraccia tutte le età ed è in stretta collaborazione con varie scuole del territorio. Inoltre, vari associati sostengono percorsi specifici di didattica musicale per più fasce d'età sia in ambito strumentale sia corale, avvalendosi della preparazione dei propri direttori artistici che ne delineano gli obiettivi.

TRADIZIONI

Il servizio associativo della Consulta Musicale tutela le tradizioni, le strumentazioni tipiche e promuove iniziative anche internazionali per conservare il patrimonio lecchese legato alla storia musicale della Città, così anche per il repertorio canoro vicino ad ogni generazione, situazione culturale o sociale, fragilità o disabilità.

ISTITUZIONI

Le istituzioni possono avvalersi della collaborazione della Consulta Musicale che, grazie ai suoi repertori, alla flessibilità e alla disponibilità dei propri associati, è in grado di animare riti civili, anniversari, giornate celebrative sia in termini corali che strumentali od offrendo musicisti preparati per esibizioni mirate e tematiche legate alla storia dello Stato.

MONTAGNA

Tra le formazioni corali appartenenti alla Consulta Musicale c'è chi ha come chiaro riferimento culturale e musicale rispetto al proprio repertorio, la "montagna". Valore e condizione per la vita della Città di Lecco, la montagna è un tema ricorrente nell'attività dei direttori che si sono susseguiti nel tempo e che spesso, ne hanno armonizzato pagine indimenticabili.

GIOVANI

Uno degli scopi associativi della Consulta Musicale è quello di sostenere e incentivare le attività laboratoriali, innovative e sperimentali promosse dai propri associati e dai loro direttori artistici. Ne sono due esempi il C.LA.P. (Coro LAboratorio Provinciale, 20-35 anni) diretto da Francesco Bussani e Cornelia Dell'Oro e la DOREMI Band diretta da Chiara Binda.

I nostri associati

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Corpo Musicale "A. Manzoni Città di Lecco"

Diretto dal Maestro Davide Spreafico, il Corpo Musicale "Alessandro Manzoni Città di Lecco" è attivo in città dal 1862 e rappresenta per Lecco la vera e propria storia della strumentazione per banda rivolta a tutte le età. L'associazione ha una Doremi band per i più piccoli, diretta dalla Maestra Chiara Binda e una Junior Band per ragazzi diretta dal Maestro Davide Chimienti.

Martedì dalle ore 20.45 – Via Aldo Moro, 4 – Lecco

Davide Spreafico

Direttore Davide Spreafico

Coro Alpino Lecchese

Coro Alpino Lecchese

Diretto dal Maestro Francesco Bussani, il Coro Alpino Lecchese è attivo in città dal 1951 e rappresenta un lungo cammino di ricerca e interpretazione nell'area del canto di montagna, d'autore e alpino per voci maschili a partire dai 18 anni compiuti. Il coro lavora anche nelle scuole del territorio per la diffusione del valore culturale della montagna e del canto corale.

Lunedì dalle ore 20.45 – Via Ugo Foscolo 40, Lecco

Bussani

Direttore Francesco Bussani

coro grigna

Coro Grigna

Diretto dal Maestro Riccardo Invernizzi, il Coro Grigna dell'A.N.A. di Lecco è attivo in città dal 1958 e rappresenta un lungo cammino di ricerca e interpretazione nell'area del canto alpino e d'autore per voci maschili a partire dai 16/18 anni compiuti. Il coro lavora da sempre vicino all'Associazione Nazionale Alpini ed è tuttora supportato dalla competenza del suo Maestro fondatore, Giuseppe Scaioli.

Martedì e venerdì dalle ore 20.45 – Via Ramello, 1 – Lecco

Invernizzi

Direttore Riccardo Invernizzi

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Coro Femminile Vandelia

Diretto dal Maestro Francesco Bussani, il Coro Femminile Vandelia è attivo in città dal 2017 e rappresenta per Lecco l'innovazione corale per voci unicamente femminili a partire dai 16 anni compiuti. Avendo un largo bacino d'utenza che copre il lecchese, i dintorni e la Valsassina, il coro effettua le prove nell'Auditorium di Barzio (Valsassina - LC).

Giovedì dalle ore 20.45 – Auditorium Parrocchiale di Barzio

Bussani

Direttore Francesco Bussani

CORO SAN GIORGIO DI ACQUATE

Coro San Giorgio di Acquate

Diretto da GianMarco Aondio, il Coro San Giorgio di Acquate è attivo in città dal 1989 e rappresenta un lungo cammino di ricerca e interpretazione nell'area del canto a voci miste toccando vari repertori. Il coro lavora da sempre vicino al proprio rione di nascita ed è sempre aperto ed attivo in progetti culturali legati al territorio. Intraprende attività corali anche all'estero.

Lunedì dalle ore 21 – Via Renzo 7, Lecco

Aondio

Direttore GianMarco Aondio

ACCADEMIA CORALE DI LECCO

Accademia Corale di Lecco

Diretta dal Maestro Antonio Scaioli, l'Accademia Corale di Lecco è attiva in città dal 1947 e rappresenta un lungo cammino di studio nell'area della polifonia, sia per esibizioni unicamente corali che con l'accompagnamento di orchestre (voci miste a partire dai 18 anni compiuti). L'Accademia è vicina alla realtà scolastica del Liceo Musicale "G. B. Grassi" di Lecco.

Martedì e giovedì dalle ore 20.45 – Via Ugo Foscolo 40, Lecco

Scaioli

Direttore Antonio Scaioli

Gruppo Folcloristico Renzo e Lucia con Firlinfeu Lecco

Firlinfeu Renzo e Lucia

Diretto dal Maestro Alessandro Zubani, il Gruppo Folcloristico Renzo e Lucia con firlinfeu di Lecco è attivo in città da inizio secolo e rappresenta per Lecco la vera e propria storia della strumentazione tradizionale a canne senza lettura dello spartito, rivolta a tutte le età. L'associazione ha una collezione di costumi e strumenti che rappresentano un unicum artistico e culturale.

Venerdì dalle ore 20.45 – Via Ugo Foscolo 40, Lecco

Zubani

Direttore Alessandro Zubani

Coro Leucum dell'Auser Lecco

Coro Leucum dell'Auser

Diretto dal Maestro Gianmichele Brena, il Coro Leucum dell'Auser Provinciale di Lecco è attivo in città e sul territorio con una particolare attenzione verso il folclore, la tradizione locale e l'animazione per la terza età. Svolge un'attività di recupero e conservazione dei canti del lavoro, delle filande e delle storie lariane. Collabora con il Gruppo Folcloristico Renzo e Lucia con Firlinfeu Lecco.

Martedì alle 14.30 al Circolo F.lli Figini di Maggianico

Brena

Direttore Gianmichele Brena

Direttivo 23:26

La nostra sede

Vieni a trovarci nelle nostre sale di prova e studio in Via Ugo Foscolo 40 a Lecco previo appuntamento per conoscere meglio i nostri gruppi associati. Il nostro presidente ed i consiglieri ricevono il pubblico e i rappresentanti istituzionali nelle sale preposte al piano -1 o incontrano le associazioni nelle rispettive sedi. In sede si tengono regolarmente le assemblee dei Soci.

Sabato mattina dalle 9 su appuntamento

IL CONSIGLIO DIRETTIVO

 

IL NOSTRO PRESIDENTE, MICHELE CASADIO

Proposto come presidente tecnico nel giugno 2020 dal Coro Grigna dell’A.N.A. di Lecco è rieletto per il secondo mandato il 28 giugno 2023. Casadio, già direttore artistico per Fondazione Telethon è conosciuto soprattutto per la sua attività di docente, ricercatore e presentatore di concerti corali. Si è laureato in Comunicazione e didattica dell’arte all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano sotto la guida dell’artista Italo Chiodi, con una tesi introdotta dal M° Marco Maiero e frequenta il Bienno specialistico in Pittura all’Accademia di Belle Arti G. Carrara di Bergamo. Per la casa editrice Carrara di Bergamo ha pubblicato “Continuiamo a scrivere, decade di canti per cori curiosi” assieme al M° Giuseppe Scaioli. Ha all’attivo numerose pubblicazioni di carattere artistico e culturale per le testate giornalistiche online di Lecco e svariate collaborazioni nel mondo della coralità provinciale. E’ ideatore della Rassegna “Canti e incantamenti della Montagna”. E’ docente della cattedra di Arte e Immagine nella Scuola Secondaria di primo grado dell’Istituto Maria Ausiliatrice di Lecco. Dirige il laboratorio teatrale “Carlo Pirovano” di Lecco sin dalla fondazione.


Elisabetta Frizzi
Vicepresidente

Coordinamento strumentale


Gianbattista Valseschini
Tesoriere

Presidente a titolo d’onore


Paola Pozzi
Consigliera

Rapporti con enti pubblici


Elena Lietti
Consigliera

Coordinamento corale


Stefano Rusconi
Consigliere

Coordinamento sede e folclore


Aurelio Pozzi
Consigliere

Supporto area folclore

ARTICOLI

Il filo invisibile

Andrea Martocchi

di Andrea Martocchi

Molto è stato fatto per salvare dall’oblio le conoscenze e la lingua, le usanze e le abitudini, gli svaghi e i canti di coloro che hanno abitato le Alpi nel corso dei secoli. I progetti dedicati alla storia e cultura popolare si sono fortunatamente moltiplicati negli ultimi decenni; del resto, l’attenzione al tema è cresciuta di pari passo con la progressiva scomparsa di un mondo che è percepito come sempre più lontano.

L’incontro di queste iniziative con i costanti sviluppi tecnologici apre insospettabili possibilità di condivisione e ci ricorda l’importanza di restituire i modi di vivere la montagna alle comunità che li hanno generati. Perché la cosiddetta «memoria collettiva» è una creatura fragile: conservare qualcosa non significa ricordarlo, ricordarlo non significa poterlo rivivere. I cultori di storia e cultura popolare hanno il compito di occuparsi a piene mani del primo punto, il passaggio da conservazione a memoria cosciente: per non costruire una cattedrale nel deserto visitata solo da pochi adepti, per evitare il paradosso di una cultura popolare elitaria, non ci si può accontentare di registrare informazioni: occorre condividerle con tutti e in modalità sempre nuove. La storia orale, l’etnografia e l’antropologia, la tradizione musicale e folklorica, lo studio dei dialetti, dell’onomastica e della toponomastica aiutano a leggere un territorio e i suoi abitanti solo se ne è garantito un accesso semplice e democratico.

Ma dietro questa riflessione sta una domanda più radicale: in un mondo mutevole e sempre più interconnesso, in cui è prioritario creare nuove armonie sociali in una prospettiva molto più ampia di quella locale, perché le nuove generazioni dovrebbero voler ricordare qualcosa che non possono rivivere? Perché non lasciare che quanto sta svanendo, infine svanisca?

Ognuno di noi avrà la propria risposta; personalmente, ne porto nel cuore due.

La prima è che, in un’epoca in cui siamo tutti “perenni viandanti”, nessuno può sperare di aprirsi davvero al mondo senza conoscere e dare importanza alle proprie radici. Poiché la storia e la cultura in cui nasciamo definiscono e condizionano come un filo invisibile, nel bene e nel male, la nostra psiche e i nostri comportamenti, sforzarsi di esserne coscienti può solo giovare.

La seconda ragione è che preservare la cultura della montagna ci tornerà utile, perché presto o tardi torneremo ad abitarla; e anche se lo faremo in ben altro modo rispetto al passato, a maggior ragione dovremo viverla con l’amore e il rispetto che solo chi prima di noi ha tirèe adré la léngua, ha faticato in vista di uno scopo, ci potrà insegnare.

Un ventaglio generazionale

Chiara Binda

di Chiara Binda

Partiamo col parlare dei legami che si creano all’interno di una banda, perché il segreto è proprio questo. Normalmente un Corpo Musicale è strutturato su una distanza di circa sessant’anni tra i partecipanti, dove i componenti più giovani di una “Doremi band” hanno circa sei/otto anni mentre i veterani oltrepassano gli ottanta, questo senza che l’età anagrafica costituisca limiti o problemi, esattamente come in una famiglia. I legami nascono appunto dal bisogno reciproco di vivere insieme una stessa esperienza. Oggi la componente più giovane del Corpo Musicale “Alessandro Manzoni Città di Lecco” ha otto anni ed è all’inizio del suo lungo viaggio associativo. Il ventaglio generazionale e la passione per la musica strumentale creano trasversalmente un arricchimento per tutti ed è per questa ragione che gli strumentisti sono sempre motivati a credere nello scopo comune del “fare Banda”. A precedere l’esperienza della Banda è la necessaria preparazione individuale, ma quando si entra nel gruppo strumentale, vicino ad altri elementi, si tocca con mano la sinergia utile al raggiungimento di un unico obiettivo, imparando ad ascoltarsi e ad entrare in sintonia con gli altri, anche (e soprattutto) se non suonano il nostro stesso strumento. La Banda ha la capacità di far dimenticare, in una prova che unisce tutti e tutto, i problemi personali, le preoccupazioni. Ti porta in un limbo dove tutto è possibile, anche il raggiungimento di grandi emozioni sonore imprevedibili ed impreviste. Questo è possibile se ognuno, con la propria sensibilità e il bagaglio di competenze raggiunte, si mette a disposizione degli altri in un’orchestrazione condotta in modo da diventare nel tempo una Banda sempre più interpretativa ed espressiva. Tutto si costruisce a piccoli passi, educando i giovani all’impegno e al sacrificio, dimostrandogli che i risultati non si ottengono con uno schioccare di dita ma con la costanza e il tempo. Occorre sensibilizzare i più piccoli perché, avendo una maggiore elasticità ed una predisposizione alle arti che non è ancora vittima di preconcetti, si innamorino della musica naturalmente, senza forzature, guardando a chi insegna non solo come a un maestro ma come una persona realizzata e serena, proprio grazie al linguaggio musicale. C’è ovviamente anche una grande responsabilità dei maestri in Banda, che cela sia la capacità di crescere buoni strumentisti in grado di suonare dignitosamente anche nella vita e in ogni organico in cui potranno trovarsi, sia di trasmettere il valore associativo del Corpo Musicale in sé, che ovviamente ha la necessità di rinnovarsi e continuare la propria storia.

 

Canti alpini tra i banchi di scuola

Longoni

di Luca Longoni

Proporre a ragazzi di terza media, tredicenni, musica risalente a un secolo prima è sempre un azzardo. Insegno lettere nella scuola secondaria di primo grado e, arrivato alla Prima guerra mondiale con una classe, ho concordato con un caro collega una lezione interdisciplinare in cui avremmo raccontato da punti di vista diversi il tema dell’“umanità in guerra” attraverso tre canti alpini. E così, in un martedì di gennaio, tra i corridoi della scuola sono riecheggiate le note del Coro Grigna dell’A.N.A. di Lecco, diretto dal M° Giuseppe Scaioli, nelle registrazioni di “Sul cappello”, “Era una notte che pioveva”, “Di qua, di là del Piave”. L’attenzione e la curiosità dei ragazzi sono state alte, anche per il fatto che, mentre ascoltavano queste testimonianze musicali, facevano passare tra di loro un cappello alpino appartenente a mio padre, Caporal maggiore nel 5° Battaglione Alpini “Edolo” a Merano. Abbiamo notato un forte interesse, soprattutto nel loro sforzo di immedesimarsi e calarsi nei panni di ragazzi un poco più grandi di loro che si lanciavano in questi canti durante le marce, sulle tradotte o nei momenti di pausa, per evadere dalla realtà, per sentirsi fratelli (“parola tremante nella notte”, come direbbe Ungaretti), per ricordare momenti felici o per non scordarsi di quelli drammatici. Inoltre, abbiamo ascoltato con ammirazione le parole del Maestro Scaioli nell’introduzione del dvd del cinquantesimo di fondazione del suo coro, quando spiega il significato de “I trenta canti degli Alpini” da lui armonizzati negli anni Sessanta. L’attenzione e la curiosità dei ragazzi sono state altissime e, durante l’ascolto, sui loro volti potevamo notare il susseguirsi di emozioni diverse: l’interesse per la descrizione dell’Alpino in “Sul cappello”, la commozione nell’ascoltare le dure condizioni di una veglia in “Era una notte che pioveva” e i sorrisi all’ascolto di “Di qua e di là del Piave”. La lezione successiva ho proposto loro un’attività scritta in cui avrebbero dovuto immedesimarsi in un Alpino. Qualcuno si è lanciato in una poesia: “Penso / penso ai miei bimbi / penso alla mia donna. / Penso / per non pensare canto / canto con un bicchiere di vino, / con una sigaretta. […]”; o ancora, R., un ragazzo che spesso in classe è difficile da contenere, ma che è rimasto affascinato da “Sul cappello”, ne ha proposto un’analisi commovente; mi vengono in mente altri spunti, come quello di L., che, parlando dei caduti e dell’idea di morte come liberazione desiderabile, scrive: “Volevano solo finire sta guerra e ora stanno nel posto dove tutti noi vorremmo essere”. È stato un azzardo -ci siamo detti io e il collega- ma, riconoscendo l’umanità e l’empatia dei nostri ragazzi, eravamo sicuri avrebbero affrontato il tema con serietà e trasporto. Ora li sentiamo spesso rielaborare anche tra di loro questi temi e capita anche che intonino “Sul cappello” in autonomia, pensando a quella lezione, che probabilmente nella loro mente, non è ancora terminata.

Coesione, integrazione e rispetto

Giada provvisoria

di Giada Gallone

Succede, a volte, che un quadro, una foto, una scena di un film ci colpiscano al punto da farci fermare lì dove siamo, incapaci di distogliere lo sguardo quasi immobilizzati; che una canzone ci entri nella pelle, ci scuota fino a piangere, a ballare e cantare con un entusiasmo inaspettato. Quando questo succede a molte persone con lo stesso stimolo estetico, questo diviene cultura condivisa e viva. Se vogliamo assistere ad uno spettacolo, un film, un concerto, ci rechiamo a teatro, al cinema o in grandi spazi dedicati, ma se vogliamo parteciparvi (se nel nostro piccolo, senza scomodare i luoghi prettamente formativi come le Accademie d’arte, di danza o i conservatori, sentiamo il bisogno di far parte di quella bellezza) ecco che possiamo cercare un’associazione musicale territoriale alla quale unirsi. In un momento storico che vede l’individuo emergere sulla collettività, le associazioni musicali quali i cori hanno un ruolo importante nella preservazione delle capacità partecipative del singolo, al fine di raggiungere il successo comune. Per ottenere musica che sia arte, di quella che emoziona e stupisce, è necessario il lavoro di tutti. In un coro, il direttore è l’interprete di un grande strumento di cui ogni singolo corista è una componente egualmente responsabile al perfetto funzionamento e alla riuscita dell’esecuzione.

 

Il preparatore vocale è una sorta di manutentore che deve saper interpretare le intenzioni del direttore, e attraverso la propria preparazione tecnica e artistica saper fornire ai cantori tali elementi, rispondendo alle diverse caratteristiche e alle esigenze percettive di ogni componente del coro che ha di fronte. Lo sviluppo delle competenze vocali richiede un atto di giocoleria attentiva nella gestione di molti dettagli percettivi e immaginifici che possono non essere padroneggiati nell’immediato, creando lieve frustrazione. Per questo motivo, collaborare con il coro richiede la capacità di sapersi relazionare in modo da mantenere alto l’interesse e il morale di quel momento aggregativo. Nonostante il coro sia uno strumento nelle mani del direttore è allo stesso tempo un organismo sociale composto da personalità, caratteri, storie e vite uniche e differenti fra loro. È importante che il collaboratore vocale ricordi che, oltre alla tecnica, perché il coro sappia regalare una performance emozionante, occorre coesione, rispetto e integrazione di ogni singola voce e persona. Ognuna, con la propria unicità, si schiera gomito a gomito tra le sezioni del gruppo vocale. Collaborare con un’associazione musicale significa immergersi in un mondo dove, prova dopo prova, la crescita del singolo e l’armonia del gruppo creano un’esperienza unica ed arricchente per gli esecutori, i collaboratori e il pubblico che li ascolterà.

PUBBLICAZIONI

libro consulta 1988

L’anno successivo al decimo Anniversario di Fondazione, nel 1988, sotto la presidenza di Luigi Gasparini, l’Editrice Stefanoni di Lecco pubblicò, con la direzione della Consulta Musicale, “Lecco in Musica”, un volume introdotto dal musicologo Franco Calvetti.

copertina libro 2022

L’anno del quarantacinquesimo di fondazione ha visto il progetto editoriale celebrativo, che racconta il senso più vero della musica associativa come dimensione umana ed artistica. “Lecco in Musica”, è stato introdotto dai protagonisti dell’oggi che in Lecco lavorano in rete per sostenere la Consulta Musicale.

IL LOGO

IL LOGO DELLA CONSULTA MUSICALE

Dal 2021 il Consiglio Direttivo della Consulta Musicale ha autorizzato ed approvato il rebranding del logotipo, un’operazione indispensabile per conferire al marchio musicale lecchese un’identità grafica moderna, originale, riproducibile e utile agli usi che richiede il mondo del web. I caratteri grafici non hanno comunque tolto ciò che identificava l’immagine da cui si proveniva ma il carattere tipografico a bastone e la nota che propaga nel lago il suo suono all’interno della forma circolare sono stati la chiave di volta di questo restyling.

L’utilizzo del logotipo deve sempre essere autorizzato dalla segreteria della Consulta.

Da febbraio 2021 la Consulta Musicale di Lecco utilizza in modo autorizzato il “Marchio Collettivo Lago di Como”, un unicum che identifica identità culturali e turistiche atte alla valorizzazione del territorio del Lago di Como, e sarà inserita nell’elenco pubblico tenuto dalla Camera di Commercio di Como-Lecco e dall’amministrazione provinciale di Como, proprietarie del Marchio stesso.